Scienza e indagini a scuola: l'approccio IBSE (prima parte)

Il rapporto Rocard, già nel 2007, identificava un allarmante declino dell’interesse dei giovani verso le scienze e la matematica arrivando alla conclusione: è necessaria, oggi più che mai, una didattica moderna, stimolante, formativa, partecipata, coinvolgente, smart, orientata più a costruire percorsi che a trasmettere informazioni.

La risposta a tutto questo può essere il metodo IBSE: vediamolo insieme.

Partiamo da quello che (non) sappiamo

Esperti e ricercatori puntano il dito, ormai da diversi anni, sull’efficacia e sulla qualità della didattica e della formazione scientifica scolastica.

Se è vero che viviamo in un modo di competenze tecnologiche sempre più necessarie e di questioni globali da affrontare in modo consapevole e partecipe, i concetti e le dinamiche scientifiche rappresentano un bagaglio indispensabile per qualunque cittadino moderno e un fattore competitivo a livello mondiale. Aggiungiamo a questo ciò che il rapporto Rocard, già nel 2007, identificava come un allarmante declino dell’interesse dei giovani verso le scienze e la matematica, e arriviamo al punto della questione: è necessaria, oggi più che mai, una didattica moderna, stimolante, formativa, partecipata, coinvolgente, smart, orientata più a costruire percorsi che a trasmettere informazioni.

Bello! ma...come si fa?

La risposta è Inquiry Based Science Education

Tutto facile, si dirà, ma per chi si trova a voler applicare queste nuove modalità di insegnamento il lavoro si presenta arduo e molto poco definito. Per far luce sulle modalità di applicazione, fortunatamente, vengono in nostro aiuto approcci e metodi che i docenti possono apprendere, seguire e adattare alla propria realtà.

Nel cosiddetto approccio investigativo il concetto chiave è quello di lasciare spazio ai modi per arrivare alle risposte prima che alle risposte stesse.

Stiamo parlando di IBSE (che tradotto sta proprio per educazione scientifica basata sull’investigazione) che rappresenta la risposta europea alle questioni a cui abbiamo accennato sopra e che vede tra i maggiori divulgatori al livello italiano gli esperti del MUSE di Trento.

I primi studi sull’inquiry e sul metodo IBSE risalgono agli anni ’70-’80 grazie alle visioni pionieristiche di Rosalind Driver. L’interesse verso questo metodo è cresciuto nel corso degli anni ed ora è estesamente considerato dalla maggior parte dei ricercatori in didattica come la strategia di insegnamento più efficace.

Diversamente dall’insegnamento tradizionale, l’approccio IBSE considera metodi e soggetti dell’insegnamento, e invita gli studenti a seguire passo dopo passo il processo scientifico partendo dall’osservazione dei fenomeni, estrapolando i problemi, analizzando le variabili, proponendo ipotesi e descrivendo le conclusioni. Nell’insegnamento IBSE i lab sono il centro e fulcro attorno a cui ruotano le conoscenze e le competenze da trasmettere ai ragazzi.

Come impostare un’attività didattica IBSE?

Cinque fasi (rappresentate da altrettante E) sono le regole d’oro da ricordare nella progettazione delle nostre attività.

⇒ prima fase: Engagement

L’attività inizia sempre con l’osservazione di un fenomeno o un’esperienza diretta, su cui gli studenti sono invitati a riflettere e a porsi domande, liberi di esprimere le proprie opinioni e osservazioni. Questa è in assoluto la più importante perchè ha il compito di attirare l’attenzione, stimolare la curiosità, indurre nello studente la sensazione di “volerne saperne di più”. Gli esempi possono essere molti, ma va ricordato come l’effetto "Wow" sia la condizione da rispettare in assoluto.

⇒ seconda fase: Explore

Una volta raccolte le domande su ciò che i ragazzi desiderano indagare, gli studenti vengono indirizzati verso la fase sperimentale, attraverso l’ideazione di un esperimento che possa dare delle risposte ai nostri quesiti. Le evidenze vengono raccolte attraverso la manipolazione di materiali e l’osservazione di eventi o attraverso l’utilizzo di fonti di informazione (libri, Internet, insegnanti e scienziati). Lo scopo di questa fase è registrare dati, isolare variabili, creare grafici e analizzare i risultati.

⇒ terza fase: Explain

Gli studenti vengono introdotti a modelli, leggi e teorie. Si fornisce il vocabolario corretto, che permetta loro di spiegare in modo scientificamente rigoroso i risultati delle loro esplorazioni, stimolando la ricerca autonoma sul contesto studiato.

⇒ quarta fase: Elaborate

Gli studenti elaborano quanto hanno scoperto nelle fasi precedenti applicandolo ad altre situazioni che possano far emergere nuove domande e ipotesi da esplorare. In questa fase dovrebbe avvenire il trasferimento dell’apprendimento agli studenti.

⇒ quinta fase: Evaluate

Attraverso la realizzazione di un prodotto finale si conclude l’attività, che sarà valutata mediante autovalutazione, valutazione dei membri del proprio gruppo e valutazione da parte dell’insegnante.

Per questa volta è tutto

Attenzione: non basta elencare le regole per pensare di poter impostare e proporre un’attività IBSE.

Nella prossima puntata cercheremo insieme di analizzare una per una le 5E e inizieremo a progettare ed esplorare esempi e best practice.