Ci sono mondi ancora da esplorare… sul nostro pianeta (2° parte)

Sotto la superficie del nostro pianeta si nascondono numerosissime cavità che nel loro insieme si stima abbiano uno sviluppo di oltre 10 milioni di chilomentri e che possono essere considerate come un continente senza fine, che l’uomo non sarà mai in grado di esplorare totalmente.

Questo tema e quello delle esplorazioni in genere è stato trattato nella prima parte di questo articolo

Rocce e carsismo

Il termine “carsismo” si riferisce al processo di erosione chimica che riguarda le rocce sedimentarie di tipo carbonatico. Sono rocce che molto spesso mostrano una statificazione regolare, generalmente orizzontale ma anche inclinata o ripiegata in funzione di spinte tettoniche, quelle stesse forze che ne consentono anche il sollevamento e l’esposizione agli agenti erosivi atmosferici.

Queste rocce spesso raccontano di un passato molto diverso da quello odierno inquanto hanno avuto origine da antichi fondali marini e sono costituite da carbonati e per la maggior parte da un sale, il carbonato di calcio di origine biologica, appartenente a microscopici gusci di organismi planctonici.

Il contenuto di carbonato consente all’acqua piovana di sciogliere in parte e corrodere queste rocce che, col passare del tempo, si fratturano, si erodono e cambiando forma originando cavità e grotte fino a formare complessi ed estesi ambienti ipogei.

Il potere corrosivo dell’acqua è dovuto al suo leggero grado di acidità ottenuto grazie all’anidride carbonica (CO2) presente nell’atmosfera. Normalmente la pioggia ne contiene una piccola parte, ma se ne arricchisce ulteriormente passando attraverso la terra ricca di humus e resti di sostante organiche.

Il bicarbonato di calcio, disciolto nell’acqua che scorre nelle nimuscole cavità sotterranee, si trasforma in calcite che si deposita sottoforma di concrezioni come le più comuni e caratteristiche stalattiti e stalgmiti all'interno delle gallerie sotterranee.

I Tepui del Venezuela

Recenti spedizioni geografiche e speleologiche sono state condotte nella foresta venezuelana dal Team La Venta e hanno avuto come obiettivo la ricerca grotte e cunicoli all’interno dei caratteristici tepui.
Si tratta di incredibili altipiani che conservano inalterate foreste di un modo perduto tanto da essere considerati come isole nel tempo nei quali l’isolamento geografico dal resto della foresta di pianura è di decine di milioni di anni.

Ad oggi solo pochi di questi altipiani, delimitati da ripide pareti alte fino a mille metri sono stati saliti ed esplorati. La roccia di cui sono costituiti è la quarzite caratterizzata dal ricco contenuto di quarzo. Nonostante si tratti di uno dei minerali più duri e meno solubile all’acqua, diverse spedizioni speleologiche negli ultimi 10 anni hanno portato alla scoperta di cavità anche molto estese.

Come è avvenuta la loro formazione?

La spiegazione parte dall’età di queste rocce che hanno avuto origine 1.6 miliardi di anni fa ed hanno iniziato a sollevarsi in conseguenza di spinte tettoniche 150 milioni di anni fa durante l’apertura dell’oceano Atlantico. Possiamo immaginare che l’acqua abbia avuto decine o anche centinaia di milioni di anni per scolpire le incredibili forme della superficie di questi tepui e allo stesso tempo di allargare le fratture nella roccia e creare un paesaggio fatto di centinaia di torri naturali, ma nessuno poteva immaginare cosa è avvenuto all’interno di queste montagne.

Contrariamente a quello che conosciamo sulla genesi delle grotte e del carsismo, la quarzite dei tepui ha rivelato delle cavità incredibili dove le stalattiti non sono di carbonato di calcio bensì di opale ed hanno richiesto decine di milioni di anni per la loro formazione. Queste grotte formatesi dai 50 ai 100 milioni di anni sono le più antiche sulla terra. Addentrarsi al loro interno è stato come scattare una foto del nostro pianeta in un’epoca lontana milioni di anni ed ogni scoperta e successivo studio potrà portare a nuove ed utili conoscenze scientifiche.


Per approfondimenti sulle esplorazioni speleologiche in Venezuela potete ascoltare il talk (in inglese) di Francesco Sauro

Per informazioni sul Team LaVenta - Esplorazioni Geografiche: www.laventa.it

Per scoprire di più sul mondo delle grotte, l’origine, le esplorazioni, gli animali adattati all’oscurità e per vivere la prima vera esperienza da speleologo esploratore è possibile partecipare ad uno dei nostri eventi organizzati presso la Grotta del Buso della Rana a Monte di Malo (VI) – Veneto


Foto:

- tratte dal web

- La Venta - Esplorazioni Geografiche