Pelo pulito, piatto pulito: i primati e il grooming

Normalmente siamo portati a pensare che solo l’uomo sia in grado di mettere in atto gesti altruistici.

Aiutare una vecchietta ad attraversare la strada, offrire un abbraccio ad un amico che sta soffrendo per amore, porgere le condoglianze a chi ha subito un lutto.

Tuttavia non siamo gli unici a provare una vera e propria empatia nei confronti dei nostri simili.

Il significato del grooming

Fra i primati il “grooming” è un comportamento molto comune: esso consiste nella pulizia reciproca del pelo, per eliminare parassiti, insetti o sporcizia. Una gustosa leccornia molto amata da questi animali, ma anche un ottimo metodo per appianare le tensioni dopo i litigi e le “incomprensioni”.

Non sarà un abbraccio, ma quale modo migliore per rilassarsi se non “farsi la messa in piega” a vicenda? “Aiutami ed io ti aiuterò quando ne avrai bisogno, perché ti voglio bene”, questo è il significato del grooming, osservabile in realtà anche in moltissime altre specie animali, quali i cani (Canis lupus familiaris), i lupi (Canis lupus) ed i felini.

Grooming ma... non per tutti

Entriamo all’interno del Parco Natura Viva di Bussolengo, dove sono ospitate diverse specie di primati.

Osserviamo da vicino il maschio dominante Davidino con la sua colonia di scimpanzè (Pan trogodytes): “quel pezzo di frutta è mio!” potrebbe pensare uno di loro mentre osserva un suo conspecifico mangiare. È così che partono ceffoni, spintoni ed urla tra i due contendenti. E questo non vale solo per gli scimpanzè, ma anche per le bertucce (Macaca sylvanus) , i lemuri dalla coda ad anelli (Lemur catta) e i gelada (Theropithecus gelada).


Bambini che osservano gli scimpanzé al Parco Natura Viva di Bussolengo

Osservazione dei primati presso il Parco Natura Viva

Lemuri catta durante il grooming al Parco Natura Viva di Bussolengo

Lemuri durante il grooming al Parco Natura Viva

Come il grooming risolve i contrasti sociali

Gli animali ovviamente non bisticciano per motivi superficiali, ma piuttosto per la contesa di un territorio, o della risorsa cibo o per avere accesso alle femmine. Ma questo non vuol dire che non possano azzuffarsi, esattamente come noi.

Tuttavia litigare implica spesso anche riconciliarsi, ed è così che l’evoluzione ha favorito lo svilupparsi di strategie definite “postconflittuali”, fra le quali si colloca anche il grooming.

Per tale motivo molti primati, per colmare un diverbio e per calmare le acque, ricorrono alla pulizia del pelo, un modo come un altro per dimostrare che, nonostante i litigi, si fa tutti parte di un gruppo ed è importante mantenere tale gruppo coeso.

Secondo uno studio pubblicato da Schino nel 2007 [Schino G. Grooming and agonistic support: a meta-analysis of primate reciprocal altruism, Behavioural Ecology, 2006, vol. 18], sembrerebbe che inizialmente il comportamento di grooming non dia un beneficio al singolo individuo, ma allentare la tensione fra due conspecifici che si contendono una risorsa, offre dei benefici all’intero gruppo. Vivere in tanti implica anche dover andare tutti d’accordo, nessuno escluso.

Osservare questi comportamenti spesso richiede tempo e pazienza, ma anche gli occhi meravigliati di un bambino in visita allo parco faunistico possono scorgerli, sotto la supervisione delle guide Biosphaera.

Basta guardare attentamente, mantenendo il silenzio ed una distanza appropriata... Meglio non farli arrabbiare!


Mariangela Altamura

Operatrice didattica del Parco Natura Viva di Bussolengo (VR)