Porte del Pasubio - Visita guidata alla mostra

La nuova grande esposizione dedicata a Porte del Pasubio, il luogo dove termina la Strada delle 52 Gallerie e dove cento anni fa il CAI di Schio decise di costruire il suo rifugio, oggi Rifugio Papa
Museo Civico Palazzo Fogazzaro, Schio (VI)
Durata: 1 hour
Ritrovo/inizio: Museo Civico Palazzo Fogazzaro, Schio (VI)
Gruppo max: 20

PORTE DEL PASUBIO 1916 - 2022

Dalla città della guerra al Rifugio Papa

www.portedelpasubio.it

Porte del Pasubio è una sella, un passo. Durante la guerra era l’immediata retrovia del fronte, vi era sorta una piccola città. Per i soldati che vi arrivavano per la Strada delle Gallerie, appariva di colpo dall’alto: un affastellamento di case e baracche aggrappate l’una sull’altra alla roccia.

Le tantissime fotografie che abbiamo ritrovato, per la gran parte inedite, sono state scattate da chi vi viveva. Ci dicono la guerra, ma ancora di più il bisogno che ogni soldato aveva di casa, di paese.

Esprimono, ed è difficile pensarlo possibile in guerra, un senso di appartenenza.

A guerra finita sarà in questa piccola città che il CAI di Schio costruirà il suo rifugio, su una casa dei soldati. Una scelta fortemente simbolica, di adozione del Pasubio da parte di una città e dei paesi delle valli.

Inaugurato nel 1922, si chiamava Rifugio Pasubio. Ampliato più volte negli anni successivi, è ora il Rifugio Papa.

Prima sezione

La prima sezione racconta il sorgere, durante il terribile inverno del 1916 –1917, della piccola città di guerra, il suo consolidarsi nel corso dell’estate, la vita che vi si svolgeva. Fino a chiudersi con i primi escursionisti che, finita la guerra e appena sciolta la neve, salgono in Pasubio. E la città appare loro davanti, ancora integra ma abbandonata e vuota, una città morta.

Seconda sezione

La seconda sezione racconta il Rifugio Pasubio, la sua inaugurazione il 2 luglio del 1922 esattamente cento anni fa, la folla enorme salita quel giorno – quasi quattromila persone –, il sentimento epico e anche religioso di quella giornata. E poi il rifugio che deve quasi da subito ampliarsi, perché è già troppo piccolo per come sta cambiando il rapporto della gente con la montagna.

Terza sezione

Sono gli anni dell’Ente Provinciale del Turismo, del suo massiccio investimento sul Pasubio per una promozione turistica allargata. Sono gli anni della costruzione della Strada degli Eroi; della ristrutturazione di quella degli Scarubbi; delle auto che salgono fino a Porte; dell’istituzione di un servizio di autocorriere domenicale; dell’idea, per fortuna poi abbandonata, di una funivia.
Anche il rifugio si amplia nuovamente. È allora che diviene Rifugio Papa.

Quarta sezione

E poi c’è il secondo dopoguerra fino a oggi, il Rifugio Papa come lo abbiamo conosciuto noi, l’escursionismo che diventa di massa, il modo in cui l’andare in montagna si trasforma, i problemi che pone. E il rifugio che alla fine deve nuovamente allargarsi, il nuovo corpo inaugurato proprio quest’anno e che ripropone, con un disegno moderno semplice e pulito, la forma a capanna alpina del primo Rifugio Pasubio, costruito cento anni fa.

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