Mostra Soundiversity

Progettazione e realizzazione di una mostra itinerante dedicata ai temi della biodiversità e dei paesaggi sonori

Soundiversity: la biodiversità raccontata attraverso le sue voci

Soundiversity, la voce della biodiversità è una mostra interattiva dedicata ai paesaggi sonori e al delicato equilibrio tra esseri viventi e ambiente. La mostra racconta il pianeta attraverso la sua trama acustica, con rigore scientifico e linguaggio accessibile: dai primi suoni naturali di acqua, vento e rocce fino alle vocalizzazioni degli animali, mostrando come l’impronta umana stia modificando profondamente gli equilibri sonori degli ecosistemi e che il futuro ha il suono delle nostre scelte.

Soundiversity è un viaggio spazio-temporale nel mondo acustico: dai primi suoni prodotti dagli elementi geologici come acqua, rocce, vento, ai deboli sussurri e scricchiolii generati dai movimenti degli animali dei mari primordiali al frinire dei grilli e ai canti dei giganti degli oceani. Un percorso alla scoperta delle onde acustiche tra paesaggi sonori che mutano per effetto della storia evolutiva e dell’impatto esercitato dalla specie umana.

Video, immagini, exhibit interattivi che giocano con i nostri sensi usando le parole e gli strumenti della scienza, invitandoci all’ascolto e toccando le corde dell’emotività, per far vibrare la nostra coscienza e trasmettere un messaggio inequivocabile e profondo: l’urgenza di ripensare e ritrovare l’armonia tra uomo e natura.

La sesta estinzione in atto

La scintilla iniziale risale al 2022, a 60 anni dalla pubblicazione del saggio Primavera silenziosa dove l’autrice, Rachel Carson, biologa, si domanda come sarebbe la Terra senza le voci degli uccelli e degli insetti, la cui sopravvivenza all’epoca cominciava ad essere minacciata dall’uso dei pesticidi in agricoltura. I paesaggi sonori costituiscono il cuore dell’opera della Carson che, a partire dal titolo, si preoccupa di avvisare i lettori del pericolo in corso: per usare le sue parole “Dal 1945 (…) irrorazioni, polverizzazioni e vaporizzazioni vengono praticate universalmente sulle colture agricole (…) si tratta di prodotti non specifici che sterminano tutti gli insetti, buoni e cattivi, che impediscono agli uccelli di cinguettare e ai pesci di guizzare nei fiumi e nei torrenti, che coprono ogni foglia di una pellicola mortale(…)”.

Rachel Carson ha lanciato un messaggio che è, purtroppo, ancora attuale.

Da queste considerazioni è nata l’idea del progetto Soundiversity, che intende utilizzare un approccio comunicativo nuovo e sperimentale basato sull’analisi, la percezione, la comunicazione e il monitoraggio dei cosiddetti paesaggi sonori.

Nuclei tematici e contenuti

Il percorso si articola in cinque sezioni tematiche:

  • Suoni dallo Spazio: la sonificazione dei fenomeni celesti
  • Percezione sonora: come è nata la capacità di percepire i suoni?
  • Fisica del suono: onde, vibrazioni, frequenze
  • Canti e versi del mondo animale: dai primi suoni degli insetti ai canti delle balene
  • Paesaggi sonori: i suoni attorno a noi e i loro cambiamenti

Tutti i contenuti e gli exhibit sono progettati per un pubblico trasversale, dai bambini agli adulti, con elementi interattivi e multimediali.

Accessibilità

Tra video, immagini e installazioni interattive, l’esposizione punta a coinvolgere i visitatori in un’esperienza immersiva che stimola l’ascolto e la consapevolezza.

Particolare attenzione è dedicata all’accessibilità cognitiva, con 15 pannelli realizzati secondo i principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), che facilitano la comprensione attraverso simboli e linguaggi inclusivi. Inoltre, ogni pannello è accompagnato da un QR code che collega un documento adatto alle app di sintesi vocale che convertono il testo in parlato.

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