Una sperimentazione di robotica inclusiva specificatamente pensata per i minori autistici, nato grazie all’incontro tra Biosphaera e la cooperativa sociale TICE di Piacenza, realizzato nel 2024. I risultati della ricerca sono stati presentati in occasione della MAKER FAIRE ROME nel 2025.
La sinergia di competenze specifiche (Biosphaera per la parte di robotica e TICE per quella riabilitativa nel settore autistico) e la convergenza di intenti fece scaturire una collaborazione che portò alla stesura di un progetto, il quale ha ottenuto nel 2023 un finanziamento grazie all’Otto Per Mille della Chiesa Valdese.
IL CONTESTO DI RIFERIMENTO
Disfunzioni sensoriali, disturbi del linguaggio, disabilità intellettiva, goffaggine motoria, iperattività e deficit dell’attenzione sono alcune manifestazioni che interessano i soggetti con disturbo dello spettro autistico.
In particolare, nella prima infanzia, si può osservare un mancato sviluppo dei prerequisiti della comunicazione e del linguaggio, ad esempio contatto di sguardo, attenzione condivisa, abilità di imitazione, rispetto dei turni, uso di gesti, che risultano essere pertanto obiettivi primari di intervento. Sviluppare interventi efficaci per migliorare le capacità cognitive, linguistiche e motorie dei bambini autistici permette di favorire l’acquisizione di abilità di vita quotidiana e partecipazione nella comunità.
In letteratura, diversi studi dimostrano l’efficacia dello strumento robotico, ad esempio nell’interazione sociale insegnando come capire le espressioni facciali, nel miglioramento delle competenze a turno, nel miglioramento dell’attenzione condivisa nell’autismo, nell’incremento del tempo di impegno verbale e del vocabolario linguistico nella comunicazione verbale e infine nell’imitazione di gesti del corpo.
Da questo ampio quadro però emerge anche che la robotica non ha trovato un’ampia diffusione nel campo autistico a causa sostanzialmente di una duplice barriera, quella economica, in quanto sono strumenti ad alto costo (uno dei più noti robot in questo ambito, NAO, ha un costo intorno agli 8.000€) che non ne agevolano l’impiego nei centri e strutture riabilitative territoriali, tanto meno può essere acquistato dalle famiglie e quella tecnica, perché spesso si tratta di dispositivi complessi e non adatti all’utilizzo da parte di personale non tecnico, richiedendo una elaborata programmazione.
GLI OBIETTIVI
Il progetto intende individuare delle facilitazioni all’apprendimento di prerequisiti comunicativi-linguistici e motori nei bambini autistici mediante l’uso di un robot antropomorfo, consentendo ai bambini di acquisire delle abilità di vita quotidiana.
Inoltre si mira a mettere a punto un kit robotico specifico per l’autismo, caratterizzato dal basso costo e dalla facilità di personalizzazione che ne permetta la più ampia diffusione.
IL MATERIALE ROBOTICO
Lo strumento su cui è centrato il progetto è Ohbot, prodotto dall’omonima società inglese. In Italia è conosciuto con il nome di ORAZIO.
Si tratta di una testa robotica con una struttura elementare, dotata di occhi, palpebre e labbra. Questa testa è alta circa 20 centimetri per una decina di centimetri di larghezza. Orazio dispone di sette motori per ruotare la testa in senso orizzontale, inclinare la testa, muovere gli occhi, le palpebre e le due labbra, simulando in quest’ultimo caso il parlato.
Troviamo poi diversi accessori come gli occhi che si illuminano, un effetto che può risultare utile associandolo a stati emotivi, sensori di inclinazione, di luce e di contatto (touch). Quest’ultimo viene largamente impiegato per creare un’interazione fisica tra robot e umano.
Si programma con un facile linguaggio di programmazione a blocchi in stile Scratch, da cui deriva anche una versione online. Dispone inoltre riconoscimento vocale per cui può rispondere a comandi verbali.
Le caratteristiche che lo potrebbero rendere uno strumento ad ampia diffusione nell’ambito dell’autismo sono il costo decisamente contenuto rispetto ai robot attualmente impiegati per lo stesso scopo e la facilità di programmazione, alla portata di chiunque.
LE ATTIVITÀ
Il progetto della durata di un anno è stato diviso in sei azioni:
1- fase di pre-valutazione, una valutazione preliminare per la selezione dei partecipanti, in base a diagnosi, età e la necessità di implementare i prerequisiti comunicativi, linguistici e motori, ed in seguito una valutazione degli stessi per definire il livello delle abilità comunicative e linguistiche e motorie presenti al momento di avvio del training. Tale fase ha coinvolto sia il gruppo sperimentale che il gruppo di controllo;
2- fase di programmazione del robot con adattamento e personalizzazione di ORAZIO. Si è strutturato il software in modo funzionale allo svolgimento di compiti ed attività specifici per lo sviluppo e la progressione delle abilità oggetto di training, definendo quali movimenti del robot utilizzare per i compiti di imitazione, come impostare l’interazione nei compiti di comprensione di istruzioni verbali, come predisporre l’emissione dei rinforzi per i comportamenti target, ecc.
3- fase di formazione del personale neuropsicomotricista all’uso del robot e delle sue funzioni personalizzate per un corretto funzionamento;
4- il training di potenziamento comunicativo e motorio mediante il metodo e le strategie dell’analisi applicata del comportamento (ABA) sulle abilità deficitarie emerse nella fase di valutazione. Il training si è svolto con ORAZIO, per il gruppo sperimentale, e con materiale tradizionale, per il gruppo di controllo. Questa fase riguarda tre macroaree: area neuropsicomotoria, area logopedica e area di apprendimento dei concetti prescolari in cui ogni partecipante allena un’abilità in ciascuna area;
5- fase di post-valutazione con rivalutazione dei partecipanti post intervento, per analizzare eventuali modificazioni delle abilità oggetto di training, nonché l’elaborazione e l’analisi dei dati raccolti nelle fasi di valutazioni e di training per valutare l’efficacia del progetto;
6- infine la diffusione dei risultati ha creato un confronto sulle tecnologie e le metodologie offerte dalla robotica inclusiva. A gennaio 2026 si è svolto un convegno di presentazione del progetto online, dove sono stati presentati i risultati della sperimentazione ottenuti finora.
I RISULTATI
L’analisi dei dati ha mostrato:
● un incremento dell’attenzione sostenuta dell’84% durante le sessioni mediate dal robot, rispetto a quelle tradizionali;
● una riduzione del 56% nei comportamenti problema.
Tali risultati sono stati osservati in modo consistente in tutto il campione, indipendentemente dall’età o dal livello di sviluppo. Si è dimostrato che l’interazione con Orazio, può ridurre la variabilità individuale e favorire la concentrazione.
Le videoregistrazioni hanno confermato un maggior coinvolgimento emotivo e motivazionale durante le sessioni robotiche. I bambini tendevano a guardare il robot più a lungo, a rispondere più rapidamente agli stimoli e a mantenere la postura orientata verso il compito.
Oltre ai risultati quantitativi, le osservazioni qualitative hanno indicato un miglioramento nella regolazione comportamentale e nella capacità di tollerare le attese, elementi cruciali per l’apprendimento nei bambini con ASD (Disturbo dello Spettro Autistico).
L’approccio sperimentale del progetto ha delineato un modello replicabile anche in altri ambiti della disabilità, promuovendo una sinergia virtuosa tra ricerca scientifica, pratica educativa e innovazione tecnologica.
L’adozione di modalità piacevoli e motivanti, come l’interazione con un mediatore robotico, si è rivelata particolarmente efficace nel favorire il coinvolgimento dei bambini. Pur con alcune criticità operative, i risultati ottenuti hanno confermato la coerenza con sperimentazioni precedenti e l’efficacia complessiva del modello.
Inoltre, la sostenibilità economica del sistema ne rende possibile l’adozione sia nei centri riabilitativi sia nelle scuole e, potenzialmente, anche in contesti familiari.
Per informazioni dettagliate contattare Marco Picarella tramite indirizzo email:
marco@biosphaera.it

