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Monte di Malo (VI), tra filande e filandiere
La storia della seta inizia molti secoli fa.
Una leggenda orientale racconta di una principessa e della sua serva che le fece scoprire questo meraviglioso tessuto che rese l’oriente ricco e prospero per molto tempo.
Siamo alla corte dell’imperatore Huang Ti, sulle sponde meridionali del fiume Giallo in Cina.
È un assolato pomeriggio di inizio estate e la temperatura è mitigata dalla presenza dell’acqua e dalla leggera brezza che scorre tra i gelsi del giardino della reggia.
All’ombra di uno di questi gelsi, circondata dalle sue concubine, stava una donna.
Si diceva fosse la donna più bella a sud del fiume, anche se in pochi nella loro vita avevano avuto l’onore di vederla con i propri occhi; alla sua misteriosa bellezza poeti e cantori già dedicavano le loro opere.
Regina Hsi-Ling-Shi era il suo nome, imperatrice e prima moglie di Huang Ti e quel pomeriggio lo stava passando a bere del the bollente, un rito pomeridiano al quale non poteva rinunciare, ignara che il destino le avrebbe fatto il regalo più prezioso di tutta la sua vita.
Mentre osservava i giardini della reggia farsi vanto di tutti i loro splendenti colori, dal Gelso che le stava offrendo riparo si staccò un bozzolo bianco.
Non che fosse cosa strana, quel bozzolo, infatti, non era altro che l’involucro della crisalide di una farfalla molto comune in Cina e chiunque, da bambino, si era divertito almeno una volta ad osservarle nel momento della schiusa.
Quel giorno tuttavia, il bozzolo finì proprio dentro alla tazza di the dell’imperatrice.
Infuriata per la bevanda rovinata e per le macchie sui suoi vestiti, la regina iniziò a dare ordini alle sue concubine di pulirla e di portarle altro the, finché una di queste non osservò il contenuto della tazza: dal bozzolo apparentemente ben tessuto si stava dipanando una matassa molto delicata, composta da un filo sottilissimo, di un bianco candido degno della bellezza della regina.
Questo piccolo incidente, fece intuire alla regina che l’acqua calda favoriva la trattura della bava serica del bozzolo, sciogliendo il collante naturale che faceva aderire i filamenti gli uni agli altri.
Questa storia, rivestita di un’aura leggendaria, diede quindi inizio alla grande tradizione orientale di tessitura della seta, un’arte che si tramanderà in tutto il mondo e che rese l’oriente una meta ambita da aristocratici e mercanti per molti secoli.
Cosa ha a che fare la Cina con il vicentino, vi starete chiedendo, ebbene, anche il nostro territorio è legato a doppio filo con questo materiale e se vorrete passeggiare in mia compagnia vi racconterò luoghi, persone e tradizioni di questa arte da tempo dimenticata.