
Audioguida
Santorso (VI), storia e leggenda del Monte Summano
Pecore, capre e pastori sono stati per molto tempo abitanti fedeli del Monte Summano.
E proprio Santorso sembra poter vantare, almeno per quanto riguarda il territorio della Val Leogra, le tracce più antiche che confermano questa affermazione.
Benchè attività indirette, infatti, filatura e tessitura rappresentano il normale proseguimento dell’allevamento ovino, con lo sfruttamento della materia prima prodotta dagli animali, ovvero la lana.
Lana che sarà anche la vera fortuna di tutto il territorio alto vicentino nel corso dei secoli a venire, fino a trovare il suo apice ed anche il suo epilogo con le vicende della più grande industria laniera d’Italia, il lanificio di Alessandro Rossi.
Ecco dunque che numerosi ritrovamenti archeologici sparsi nel territorio comunale, tra cui pesi da telaio e fusaiole di varie fogge, danno il livello di queste affermazioni, tra di esse, quella ritrovata pesso Bocca Lorenza vanta la maggior antichità, risalendo ad un’epoca compresa tra la metà del terzo e la fine del secondo millennio a.C.
Inoltre il villaggio storico di Santorso ha restituito, accanto a grandi concentrazioni di pesi, i resti carbonizzati di telai verticali anche di grandi dimensioni. Una testimonianza di come l’attività tessile praticata a Santorso, nell’età del ferro, andasse ben oltre l’uso domestico, con la produzione di tessuti di pregio e ricercati.