Rossi poliedrico, innovatore, padre degli operai

Audioguida

Alessandro Rossi, Lanificio Conte, Schio (VI)

Distanza0 kmDurata0 minAudio0 min

Molteplici sono gli interessi e le attività di Alessandro Rossi. Capitano d’industria e paternalista illuminato, egli promuove l’associazione tra industriali con l’intento di favorire lo sviluppo economico e civile dell’Italia. E’ inoltre il primo industriale italiano ad occuparsi in modo organico dei problemi dei suoi operai, creando istituzioni previdenziali ed assistenziali a compensazione dei bassi salari.

Il problema della casa viene affrontato dapprima con la Cassa fitti del 1864 e con una serie di alloggi, quindi con la realizzazione del Quartiere operaio “Nuova Schio”.

Altro tema centrale è l’educazione, con l’istituzione dei corsi serali per gli operai. Centro di attività culturali è il Teatro Jacquard, sorto nel 1869, sede di spettacoli, feste, biblioteca, banda, riunioni e corsi.

Nascono inoltre l’Asilo di maternità, l’Asilo d’infanzia, le Scuole elementari per i figli degli operai e la Scuola Industriale di Vicenza per la formazione tecnica. Con l’intento di rilanciare l’agricoltura, egli fonda a Santorso il Podere Modello, un’azienda agricola moderna con annessa una Scuola per tecnici agronomi.

Primo in Italia ad introdurre tecnologie note soltanto all’estero, Rossi è un pioniere in molte iniziative, come la fune telodinamica di Pievebelvicino, per il trasporto dell’energia a distanza o il primo esperimento di illuminazione elettrica del 1877 dal campanile di Santorso. Egli promuove la realizzazione della ferrovia Vicenza-Schio, inaugurata nel 1876 e nel 1889 introduce l’energia idroelettrica, grazie alla centrale di Ponte Capre a Torrebelvicino, tra le prime in Italia.

In città Rossi finanzia opere pubbliche tra cui l’acquedotto, l’ampliamento del Duomo, la canonica, la Chiesa di S. Antonio Abate e si fa committente di opere d’arte, lungo il percorso espositivo si possono ammirare bozzetti degli scultori Giulio Monteverde e Augusto Benvenuti e ritratti del pittore Giovanni Busato.

Della sua personalità poliedrica Rossi lascia testimonianza in circa 250 scritti.

Torna in alto