Il bosco

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Monte di Malo (VI) e il percorso degli antichi Maronàri

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Il bosco non è solo un insieme di alberi, non si può ridurre ad un insieme di rapporti tra piante, animali e suolo.
Il bosco porta dentro di sè infatti un’entità spirituale, che da secoli ha attirato l’uomo.
Proviamo a riscoprirla assieme.

Un bosco non è solo un insieme di alberi. Non è solo la somma degli alberi, degli arbusti e delle erbe. Non è nemmeno la somma della componente animale e di quella vegetale, della roccia e del suolo in cui cresce. Un bosco è un organismo complesso. È il risultato di azioni e relazioni, di alleanze e competizioni, di simbiosi e parassitismo, è un alternarsi di vita e morte, di crescite e crolli.

Un bosco però è anche un luogo dello spirito, una dimensione dentro la quale aleggiano paure e speranze, fughe e abbracci, sogni e visioni ancestrali.
Sin dalle culture più antiche, il bosco è stato luogo di incontri magici e di riti religiosi.

Agli alberi sono stati attribuiti diversi caratteri divini, entrando a far parte di moltissime culture religiose, i cristiani fanno iniziare i peccati dell’uomo da un albero, un melo, mentre nella cultura Nordica tutto il mondo è sorretto da un enorme frassino, Yggdra-sill, le cui radici sono lentamente divorate da un drago che un giorno completerà la sua opera e lì, sarà la fine del mondo.

Nella cultura Cimbra, dalla quale derivano molte delle nostre leggende, vicino ad ogni malga o villaggio veniva sempre piantato un tiglio, sotto il quale si celebravano matrimoni e processi giuridici. Insomma, l’uomo ha da sempre provato dentro al bosco un senso di religiosità cosmica.

Il bosco ci mette nelle condizioni di espandere la nostra parte interiore, ci invita a confidarci con lui o con chi cammina con noi, quante volte, passeggiando per un bosco, avete confessato dei pensieri personali che non avreste mai condiviso in diverse circostanze?
Forse è perché nel bosco ci sentiamo come se il nostro segreto fosse più protetto, o forse perché negli alberi riconosciamo parte dell’essenza umana e ci sentiamo compresi.

Gli alberi in fondo sono un po’ uomini e noi siamo un po’ alberi.
Inconsciamente è come se ogni pianta ci comunicasse il suo carattere, la sua voce, la sua personalità. E così, può essere che, camminando per questi sentieri e vivendo il bosco si possa provare affinità, quasi senza rendersene conto, nell’elegante betulla, nel malevolo sambuco, nel nocciolo fannullone o nell’acacia altera e spinosa.

Se non l’avete mai fatto, vi invitiamo a cogliere l’opportunità di questa passeggiata per fermarvi e lasciare che la vostra interiorità entri in comunicazione con il bosco, se riuscirete a farlo con sincerità e semplicità, il bosco di certo vi risponderà.

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