Da ottobre 2018 a marzo 2019, la mostra Giovanni Demio e la maniera moderna. Tra Tiziano e Tintoretto esposta a Palazzo Fogazzaro (Schio) riunisce per la prima volta una serie di dipinti di custoditi in musei, chiese e collezioni private di tutta Italia per mostrare questo artista poco conosciuto ai più.
L’ARTISTA
Nato a Schio intorno al 1500-1505 e definito da Andrea Palladio “huomo di bellissimo ingegno”, Giovanni Demio è uno degli artisti più eccentrici e sfuggenti che si siano espressi in Italia nei decenni centrali del Cinquecento.
Oltre che nella sua città natale e nella vicina Vicenza, Demio lavorò nel territorio benacense, a Venezia, Brescia, Padova, Milano, Napoli, Salerno, Pisa, Orvieto e, presumibilmente anche a Verona, Firenze e Roma. La sua prima commissione pubblica conosciuta è il Martirio di san Lorenzo (1533) a Torrebelvicino (VI). La sua formazione complessa è frutto dell’autonomia dallo stile veneziano, tipico di Tiziano e di Tintoretto, che lo ha portato ad avvicinarsi ad artisti come Jacopo Bassano, Michelangelo e Vasari.
LA MOSTRA
Le opere sono in dialogo e a confronto con significative testimonianze di pittori che influenzarono e ai quali si accostò l’eccentrico artista scledense e che rappresentano le varie declinazioni del manierismo in area padana e veneta. La mostra è progettata da Contemplazioni e curata da Vittorio Sgarbi con la direzione artistica di Giovanni Lettini, Sara Pallavicini, Stefano Morelli e la ricerca scientifica di Pietro Di Natale.
Alla fine del percorso espositivo, i visitatori saranno accolti da un’esperienza di realtà virtuale resa possibile da Sparkling e Venetcom: un viaggio immersivo nella chiesa milanese di Santa Maria delle Grazie dove, nella Cappella Sauli, la pala d’altare e l’intera decorazione sono state eseguite proprio da Giovanni Demio.
«Tiziano, Tintoretto, Veronese, Jacopo Bassano, Moretto, Romanino, Schiavone, i grandi del Cinquecento che influenzarono il percorso artistico di Giovanni Demio, arrivano oggi a Schio, come amici a una festa di compleanno, con le loro opere provenienti da quei luoghi d’Italia che Demio raggiunse per vederli. Una occasione unica per capire la formazione di un pittore. Una quantità di suggestioni per riconoscere quello che aveva visto quest’“huomo di bellissimo ingegno” per dare vita alla propria arte» – Vittorio Sgarbi.



