Archeologia, storia antica e museo

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Santorso (VI), il paese dell’acqua

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Il paese vanta una storia antica di tutto rispetto, evidenziata dai numerosi reperti conservati presso il locale Museo Archeologico, vero fiore all’occhiello dell’offerta culturale di Santoso e dell’Alto Vicentino.

Se diversi materiali in selce, ceramica e bronzo testimoniano la presenza nel territorio già a partire dal neolitico (IV millennio a.c.) è soprattutto la celebre casa-laboratorio della seconda età del ferro a raccontare un passato del tutto peculiare.

Si tratta di una vera e propria casa che apparteneva ad un piccolo villaggio, abitata e utilizzata in momenti e con scopi differenti nel corso del tempo (parliamo di un intervallo che va dal V al II secolo a.C.) all’interno della quale sono state riportare alla luce sepolture, materiali e oggetti del lavoro artigianale (come la metallurgia e la filatura) oggetti di uso comune (vasellame, resti di focolare, manufatti metallici, onamenti).

Nel suo complesso, la casa-laboratorio di Santorso racconta una storia affascinante quanto antica, fatta di lavoro, risorse naturali del territorio, ambito familiare e da sola vale la visita al Museo Archeologico dell’Alto Vicentino.

A quest’epoca, e più in generale al periodo pre-romano, appartiene anche la suggestiva ipotesi della presenza di un vero e proprio percorso collinare e pedecollinare definito in tempi recenti “Pista dei Veneti”, che avrebbe attraversato tutto la regione, dall’Adige al Piave e oltre.

Anche se di ipotesi si tratta, lo ripetiamo, non è difficile immaginare questo percorso ideale, forse composto da numerose vie e sentieri, necessario per spostarsi in un paesaggio completamente diverso da quello attuale e dove l’ambiente collinare poteva offrire il miglior compromesso ambientale.

In questo contesto, l’attuale Santorso sarebbe stata una vera e propria via di transito verso il veneto orientale e di lì verso nord, attraverso le valli dell’Astico, e più oltre quella del Piave.

Ma senza lasciarci trasportare troppo dall’immaginazione torniamo a noi.

Se siete nel posto giusto, dovreste vedere l’imponente chiesa cittadina, con la grande scalinata, il monumento ai caduti e la traccia di una delle antiche fontane che andate cercando lungo il paese.

La chiesa ottocentesca, costruita tra il 1834 e il 1839 è dedicata a Santa Maria Immacolata e fu costruita a sostituzione della vecchia arcipretale che fornì anche parte dei materiali di costruzione.

Sulla sinistra della grande gradinata che porta all’ingresso della chiesa, rimangono ancora visibili le tracce della grande fontana del paese che fino agli anni sessanta era meta e fulcro di molta vita cittadina. Così la ricordano alcuni abitanti di Santorso, nelle interviste dei ragazzi della scuola primaria.

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