Il torrente Astico

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La via del trenino di Piovene Rocchette

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Date un’occhiata al fondovalle: quella che scorre è l’acqua del torrente Astico, uno dei principali corsi d’acqua di tutta la provincia di Vicenza, nel suo tratto più intatto e selvaggio.

Dai versanti del Sommo Alto, presso Folgaria, in territorio Trentino, l’acqua del torrente solca successivamente la valle omonima, dividendo, come una profonda ruga, l’altopiano di Tonezza, ad ovest, da quello di Asiago, ad est.

Abbandonata la valle, e le ultime propaggini delle Prealpi vicentine e attraversata buona parte dell’alta pianura, l’Astico si congiungerà al fiume Tèsina, molto più a sud, e da li le sue acque continueranno con questo secondo nome: avrà percorso più di trenta chilometri.

Con un pò di attenzione, se state passeggiando a primavera inoltrata, non sarà difficile scorgere il richiamo di una coppia di Poiane, o il canto articolato di un Fringuello solitario che si fa sentire dalla cima di un albero.

Immaginate per un attimo di fare un salto nel passato, un salto lungo, molto lungo, di almeno 20.000 anni…e di osservare questa valle e i ripidi versanti dell’Altopiano di Asiago, più lontani.

Davanti a voi, però, non ci sono acque e montagne, nessun argine o macchia boscata, ma un’enorme distesa di ghiaccio, spessa fino a 1000 metri.

Quella difronte a voi è la lingua alimentata dal grande ghiacciaio della val d’Adige, in Trentino, che attraverso la sella di Carbonare svalica lungo la valle dell’attuale Astico, tra l’Altopiano dei Sette comuni e quello di Tonezza.

Le tracce di questo gelido passato, si ritrovano oggi nella forma stessa della valle e negli accumuli di detriti e massi di varie dimensioni che nel corso del tempo hanno dato origine a formazioni rocciose particolari, dall’aspetto eterogeneo, testimoni della forza dell’antico ghiacciaio e che costituiscono oggi il cosiddetto anfiteatro morenico di Cogollo del Cengio che chiude la visuale a sud.

Nella prossima tappa ammireremo l’inconfondibile sagoma del colle del Castello di Meda.

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