Meda

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La via del trenino di Piovene Rocchette

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Con l’ammodernamento della linea ferroviaria, avvenuto nel 1933, la fermata estiva presso la birreria, dove un binario parallelo permetteva la sosta di qualche vagone viaggiatori, fu soppressa e sostituita dalla fermata in cui vi trovate ora, detta delle Lujare, dal nome della località in cui si trova.

Ancora visibile, poco più avanti, è rimasto il casello, il numero 6 della linea che dopo il l’ammodernamento del 1933 congiungeva direttamente il comune di Thiene con quello di Arsiero.

“Con le lacrime agli occhi assistemmo impotenti alla demolizione di macchine e carri,  impietosamente sventrate dai cannelli, dai quali un eruzione pilotata faceva uscire enormi getti di lapilli incandescenti. Sul terreno rimasero tonnellate di materiale ferroso che, ironia della sorte, trasportate su gomma, presero la via delle fonderie”.

Così racconta Federico Rohr, piovenese, classe 1946, nel bel libro “C’era una volta il trenino dell’Altopiano”.

Il casello rimane oggi il testimone della sospensione delle attività ferroviarie lungo la linea, avvenuta nel 1964, e della loro definitiva soppressione, nel 1977.

Alzando lievemente lo sguardo, oltre la strada sterrata e gli alberi che la accompagnano, noterete, incorniciato dalle cime delle prealpi, l’inconfondibile sagoma dello sperone roccioso che sovrasta la frazione di Meda del comune di Velo d’Astico.

Il colle del castello di Meda sembra fosse abitato già in epoca preistorica. A sbarramento e difesa della valle e dei villaggi limitrofi, si sono succedute poi, nel corso del tempo, varie opere di fortificazione, che intendevano sfruttare la fortunata posizione, dalla quale ogni minimo movimento in valle poteva essere osservato e comunicato.

Passato successivamente, insieme ai ruderi che vi rimanevano, sotto la proprietà dei Conti Velo, divenne intorno al 1600 sede di una piccola chiesa, voluta con precisa indicazione testamentaria, dal conte Giacomo Velo.

Dal 1667, la chiesetta, dedicata ai santi Filippo e Giacomo fu affidata ad un eremita al quale ne succedettero altri fino almeno ai primi decenni del 1900.

Il nostro viaggio lungo l’antica ferrovia e le sue storie, per ora, termina qui, ma molte altre aspettano di essere raccontate.

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