Santorso, paese dell’acqua

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Santorso (VI), il paese dell’acqua

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Santorso ha una grande ricchezza.

Te ne accorgi quando cammini, specie la sera quando gli altri rumori tacciono: è l’acqua.

Ce n’è tanta, corre impetuosa nella roggia, gorgoglia dai tombini, esce notte e giorno dalle fontane. Ora è poco più di un sussurro, solo un sottofondo musicale, ora romba minacciosa, specie quando è piovuto molto, ma è comunque sempre presente.

Ma da dove viene tutta la nostra acqua?

Siamo alle pendici del misterioso monte Summano, il monte con due cuspidi, luogo di antichi pellegrinaggi, ultimo avamposto delle Prealpi verso la pianura vicentina; e proprio il monte di Santorso offre in dono ai suoi abitanti numerose sorgenti: Cesura, Bassi, Fontanelle, Grimòla, Pria Alta, Rebutàn, Santo, Senge, Villa Rossi, Bonifacia, Serpoia. Sorgenti che ora alimentano l’acquedotto comunale e che un tempo rifornivano, grazie alla loro abbondanza, anche altri comuni della zona.

Ma l’acqua che qui scorre abbondante è arrivata nelle case solo dopo la seconda guerra mondiale, prima, per ogni necessità, la gente del paese utilizzava le fontane, che avevano un’importanza vitale per la sopravvivenza e per l’economia, o i lavatoi, che lungo la roggia offrivano il modo di lavare panni e stoviglie.

Una mappa del 1642 ne indica tutte le ubicazioni, le sorgenti da cui sono alimentate e la loro distanza dalla roggia che attraversa il paese.

Ne troverai molte lungo il percorso, a volte grandi ed evidenti nella loro antica bellezza ed eleganza, a volte nascoste dietro a tracce appena percettibili della loro lunga esistenza, concediti una sosta, ne vale la pena.

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