La pecceta

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Il viaggio di Cif: i diorami del Museo Naturalistico di Asiago (VI)

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Il Viaggio di Cif

Lo ritroviamo qui, nelle foreste che incorniciano la conca centrale prativa dell’Altopiano.
Siamo in una pecceta, o bosco di abete rosso: una cattedrale di alti fusti frondosi.

Il nostro amico Cif sembra ancora più piccolo tra questi abeti imponenti. Qui l’aria è pervasa da un intenso odore balsamico, e il sottobosco, seppur spoglio di specie vegetali, trabocca di funghi dalle tonalità e forme più varie.

Il fungo, questa forma di vita particolare, apparentemente statica, è in realtà solo la punta dell’iceberg: nel terreno c’è un groviglio di filamenti sottilissimi, le ife, che sono il suo vero cuore pulsante.
Attraverso questi microscopici canali, molti funghi stringono profondi legami con le radici degli abeti, un’alleanza speciale che porta benefici ad entrambi.

Nel suo volo di ispezione, il giovane Chiff avverte un rumore strano… è un suono scoppiettante, stridente… Cosa sarà mai?
L’implacabile curiosità lo spinge a seguire questo verso particolare, che sembra provenire da una radura poco lontana. Poco dopo, il mistero è svelato.

Un grosso uccello dal piumaggio scuro si esibisce in una sorta di danza, sembra quasi impazzito!
È il possente gallo cedrone, e il suo canto amoroso ha attirato una femmina, la quale non sembra affatto disdegnare la sua parata.

Andando a caccia di insetti tra i rami di abete, Cif incontra un uccello color rosso mattone dal becco decisamente singolare, uncinato e incrociato. Proprio per questa sua caratteristica, infatti, si chiama crociere.
Cif lo osserva sbigottito: se ne sta a testa in giù penzolante da una pigna, impegnato ad estrarne i semi nascosti tra le squame. Davvero notevole!

L’aria è colma di brusii, voci e… martelli. Sono i picchi, i falegnami dei boschi. Il loro fitto tambureggiare riecheggia nella foresta, rompendo la quiete. Come il nostro Cif, infatti, anche i picchi amano cibarsi di insetti e larve, che catturano negli anfratti del legno con la loro lingua appiccicosa.

Un robusto picchio nero si è posato sulla superficie di un tronco, sicuro di trovare al suo interno un pasto prelibato. Cif resta stupefatto alla vista della sua lingua, è lunghissima! Ma come fa a starci in bocca?! Interrogandolo, scopre che la tiene avvolta attorno al cranio quando non gli serve. Che trappola formidabile!

Più in là, anche un picchio rosso maggiore si prepara a banchettare. Pensa che, grazie al suo udito finissimo, riesce a percepire i flebili rumori prodotti dalle sue prede mentre rodono il legno. Straordinari questi picchi!
È ormai tempo di cova, e una femmina di tordo bottaccio ha già allestito tra i rami un bel nido fatto di rami e muschio. Al suo interno, deporrà 4-5 uova color turchese.
Poco più giù, due cince more si stanno godendo il tepore estivo parlottando tra loro, in equilibrio su un ramoscello dondolante.

Un altro uccellino pende da un nudo rametto, affaccendato a catturare qualche insettino da gustare. È il regolo e il suo nome significa “piccolo re”: questo uccellino dal sangue blu porta infatti una macchia gialla sul capo, come una corona.

Le cince e i regoli sono molto affezionati alle foreste di conifere, ma al sopraggiungere della cattiva stagione molti di loro preferiscono volare a sud, in luoghi più miti e dove il cibo è più abbondante.
A sentire i loro discorsi, Chiff decide che nemmeno lui vuole saperne di passare l’inverno al gelo.

All’improvviso, appare un vivace e agile scoiattolo dalla coda foltissima, che scende dal fusto di un abete per poi dileguarsi in un lampo e raggiungere, con quattro balzi, un’altra cima, mettendosi così al sicuro nella densa chioma a sgranocchiare qualche pigna.

Lo scoiattolo si sta già attrezzando per affrontare l’inverno: meglio mettere da parte un po’ di semini, non si sa mai!

Il piccolo Cif è un esploratore infaticabile, ma sa bene che in nessun luogo è al sicuro, tantomeno nel bosco di abete.
Si sta facendo tardi e la luce si affievolisce sempre di più per lasciare posto all’oscurità.

Le civette, con i loro grandi occhi gialli e inquietanti, non si lasciano sfuggire nemmeno un movimento. Minuscola ma agguerrita, una civetta nana sembra aver adocchiato un cardellino. Sebbene sia poco più piccolo di lei, non avrebbe grosse difficoltà a catturarlo, agile e robusta com’è.

Chiff, che sta assistendo alla scena al riparo di un grosso ramo d’abete, capisce che è ora di andarsene…

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