Il pascolo e la malga

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Il viaggio di Cif: i diorami del Museo Naturalistico di Asiago (VI)

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Il Viaggio di Cif

Un allegro girovagare conduce il nostro piccolo Cif nei pressi di uno dei tanti pascoli dell’Altopiano di Asiago.
Le mucche, dal mantello pezzato o fulvo brucano tranquille al suono dei campanacci, tra il blu intenso delle genziane e il rosso dei gigli, in un vero e proprio giardino alpino.

Dal bosco fanno capolino un paio di caprioli, anche loro attratti dall’erba tenera: in queste distese verdi, ce n’è per tutti!

È una piacevole giornata estiva, una leggera brezza fa oscillare l’erba dolcemente e le farfalle, posate sulle rocce con le ali aperte, fanno il pieno di calore crogiolandosi al sole.

Cif decide di godersi questa atmosfera pacifica posandosi comodamente su un grande sasso bianco – chissà, magari gli capita a tiro qualche piccolo insetto – ma all’improvviso… che colpo!
Una giovane allodola, già di buona mattina, si alza veloce in volo dritta verso il cielo blu, cantando e atterrando poco più in là.
Nascosta nel folto di un ciuffo d’erba più alto degli altri, Cif non l’aveva neanche vista e, meravigliato dal suo strano volo, aspetta di riprendersi osservandola dal suo palco naturale.

Mentre osserva stupito le acrobazie dell’allodola, Cif si accorge che un altro pennuto, dall’alto di un ramo nei pressi della pozza d’acqua, perlustra attentamente con lo sguardo il paesaggio circostante: è l’averla piccola e a Cif viene da pensare che forse stia attendendo il momento opportuno per catturare una buona cavalletta.

Ma meglio non farsi notare troppo… con l’averla nei paraggi non si è mai al sicuro e non sarebbe piacevole finire infilzati in un filo spinato o in una spina di rosa… come accade alle sue prede!
Con quella mascherina nera che le nasconde gli occhi, poi, non ha certo un aspetto rassicurante!

In ogni caso, a Cif un sorso d’acqua non dispiacerebbe affatto e così decide, senza dare troppo nell’occhio, di avvicinarsi alla pozza, dove c’è bel po’ di movimento.
Qui vicino alla pozza si sono radunati altri uccelli, tra cui una grossa cornacchia scorbutica che cerca di catturare qualche animaletto acquatico, dalla buffa pancia arancione.

Dieci e più tentativi non sono sufficienti e la cornacchia, che nel frattempo si è sporcata zampe e penne di fango, inizia a gracchiare e a far confusione, sbattendo le ali e lanciando in giro acqua e fango.
Non bastava agli abitanti della pozza dover sopportare un ambiente così fragile e instabile, ci si dovevano mettere pure le cornacchie!

Ma d’altronde, per gli amanti dell’acqua non ci sono molte alternative in Altopiano… le piccole pozze d’alpeggio, create dall’uomo per abbeverare il bestiame, sono gli unici corpi idrici qui.

Niente fiumi o laghi naturali, le acque delle piogge e del disgelo scompaiono nel terreno carsico. Insomma, rane e tritoni si devono accontentare di quel che c’è…
Nel frattempo, la confusione ha richiamato altre due cornacchie e questo desta in tutti un po’ di preoccupazione…

Il codirosso, che ha una famiglia da mantenere e preferisce non farsi vedere in giro dalle cornacchie, canta allarmato, mettendo in agitazione anche lo stiaccino e la ballerina bianca, che si alzano in volo e si spostano qualche metro più in là, lontani dalla pozza e indecisi sul da farsi.
Anche Cif allora decide che è meglio svignarsela, e se ne vola via nei pressi della malga, posandosi sul davanzale di una finestra.

Nella stanza, scorge incuriosito un anziano signore dalla barba bianca che controlla il fuoco scoppiettante sotto ad un grosso pentolone di rame.

In lontananza, ben nascosta nel folto di qualche ramo di abete, la tordela ricorda a Cif che s’è fatto tardi: meglio andare, la pancia è ancora vuota e bisogna cercare qualcosa da mettere sotto il becco.

In volo veloce sopra il pascolo, fa appena in tempo a notare e salutare un Culbianco, fermo sul sasso al centro della radura, per poi sfiorare nuovamente la pozza d’acqua, dove le cornacchie, che adesso sono diventate ben quattro, sono ancora alle prese con la pesca… sfortunata!

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