Il viaggio di Cif: i diorami del Museo Naturalistico di Asiago (VI)

I diorami del Museo Naturalistico di Asiago raccontati attraverso le avventure di un giovane Lui piccolo di nome Cif. Seguendo tra i diorami questo piccolo uccellino verranno presentati molteplici amici e scoperti i vari ambienti rappresentati. Allora bambini…occhi aperti e pronti per questo viaggio…buon ascolto!

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Tappe

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Il Bosco misto

Il Viaggio di Cif

Un giovane uccellino se ne sta appollaiato sul ramo di un faggio, tutto intento a scrutare l’ambiente circostante. È nato la scorsa primavera, in un nido intrecciato con cura da mamma e papà, ben nascosto tra la vegetazione del sottobosco.

Si chiama Cif, è un Lui piccolo, e in effetti, a guardarlo bene, è davvero minuscolo…
Con quel piumaggio verde oliva, poi, non si fa certo avvistare facilmente, a meno che non si lasci tradire dal vivace e inconfondibile canto.

Una distesa di alti fusti chiari e lisci si erge attorno a Cif: sono gli alberi che dominano questo bosco, la faggeta.
Nella foresta c’è un brusio incessante che svela all’attento ascoltatore una miriade di presenze invisibili. Ecco che la quiete è solo apparente.
La vita è ovunque: tra le fronde degli alberi, sotto i sassi e le cortecce, nella lettiera.

Cif, che va ghiotto di questi minuscoli esserini, lo sa bene. Instancabile, il nostro uccellino trascorre le giornate perlustrando rami, foglie e tronchi, in cerca di piccoli insetti e altri invertebrati.

Poco più in là, su un altro faggio si è posato un cuculo che, con il suo canto inconfondibile, annuncia l’arrivo della primavera.
Il giovane Cif per poco non prende un colpo!
Il cuculo un po’ somiglia – per via della forma e del colore – allo sparviere, il temibile predatore di uccelli passeriformi. Ma per fortuna il cuculo non caccia altri volatili… o meglio, li caccia sì, ma dal nido!

Come forse saprai, infatti, la femmina del cuculo utilizza i nidi altrui per deporre le sue uova: attende che il padrone del nido se ne vada e poi, senza farsi vedere, depone il suo uovo, uno solo. Il pulcino del cuculo, appena nato, si sbarazza dei fratellastri, e si assicura così tutte le attenzioni dei genitori… adottivi! che lo sfameranno come se fosse il loro figlio, ignari dell’inganno.

Cif ha moltissimi vicini di casa. È la stagione degli amori, e molti di loro sono indaffarati a conquistare le femmine. Lo senti questo canto?
In basso, al suolo spuntano due ciuffolotti maschi alle prese con una potenziale partner. Il colore rossastro di guance e petto li rende ben distinguibili dalla destinataria della serenata, che ha invece colori più tenui e delicati.

Poco distante, invece, una coppia è già formata. Questa volta sono due francolini di monte, abitanti discreti e silenziosi del sottobosco.
Si tratta di piccoli galliformi dal piumaggio mimetico; il maschio si distingue molto bene: se ci fai caso, sulla gola ha una evidente macchia nera, bordata di bianco.

La faggeta è la sua casa, ma Cif non sta fermo un secondo e, tra svolazzi e saltelli, talvolta scende fino alle quote più basse dell’altopiano, finendo così nel bosco misto. Qui sono molte le varietà di piante da perlustrare, dal carpino, al maggiociondolo, dalla alla roverella, fino alle felci e agli arbusti del ricco sottobosco.

Anche qui, le piante accolgono una moltitudine di inquilini. Ogni tanto capita di imbattersi in picchio rosso solitario aggrappato saldamente al tronco di una roverella, con le sue quattro paia di dita uncinate, due in avanti e due all’indietro.
Anche la coda, rigidissima, lo aiuta a mantenersi in verticale mentre con il becco robusto perfora la corteccia in cerca di insetti e larve.

Ma… c’è qualcosa ai piedi dell’albero! Un uccello, perfettamente mimetizzato nel terreno, sta facendo il suo riposo giornaliero.
Ha un nome buffo: si chiama succiacapre, ed è un cacciatore di insetti. Di notte, quando è attivo, si può udire il suo particolare canto crepitante.
Non tutti i pennuti, però, si mostrano amichevoli e innocui…

Uno sparviere scruta la fitta boscaglia dall’alto di un maggiociondolo. Stavolta no, non si tratta di un cuculo, è proprio lui! Lo sparviere! Il corpo slanciato e il becco ricurvo tolgono ogni dubbio.
Il nostro amico Cif deve stare all’erta: questo agile rapace potrebbe sorprenderlo da un momento all’altro con i suoi spostamenti repentini. Il pericolo, ahimè, è sempre in agguato, anche di notte.

Non di rado infatti si avverte il richiamo cupo di un gufo comune, rapace notturno dalla vista e dall’udito eccezionali. Eccolo lassù, posato sul ramo di un carpino, in attesa di captare lo spostamento o il rumore di una possibile preda, pregustando un lauto banchetto.
Ma Cif non è l’unico a temere di finire sotto le grinfie del gufo...

Sullo stesso carpino, poco più in basso, si scorge un minuscolo roditore dal manto ocra: è un grazioso moscardino, detto anche nocciolino, data la sua passione per questi frutti.
Sotto, una donnola dall’aria minacciosa sembra attratta da un suo cugino, il ghiro, il quale non pare essere molto lusingato dalle sue attenzioni…

Ma il piccolo Cif non ha intenzione di restare lì a guardare. C’è ancora così tanto da esplorare! E così decide di volare via, e di addentrarsi in un altro bosco, ancor più fitto e ombroso…

2

La pecceta

Il Viaggio di Cif

Lo ritroviamo qui, nelle foreste che incorniciano la conca centrale prativa dell’Altopiano.
Siamo in una pecceta, o bosco di abete rosso: una cattedrale di alti fusti frondosi.

Il nostro amico Cif sembra ancora più piccolo tra questi abeti imponenti. Qui l’aria è pervasa da un intenso odore balsamico, e il sottobosco, seppur spoglio di specie vegetali, trabocca di funghi dalle tonalità e forme più varie.

Il fungo, questa forma di vita particolare, apparentemente statica, è in realtà solo la punta dell’iceberg: nel terreno c’è un groviglio di filamenti sottilissimi, le ife, che sono il suo vero cuore pulsante.
Attraverso questi microscopici canali, molti funghi stringono profondi legami con le radici degli abeti, un’alleanza speciale che porta benefici ad entrambi.

Nel suo volo di ispezione, il giovane Chiff avverte un rumore strano… è un suono scoppiettante, stridente... Cosa sarà mai?
L’implacabile curiosità lo spinge a seguire questo verso particolare, che sembra provenire da una radura poco lontana. Poco dopo, il mistero è svelato.

Un grosso uccello dal piumaggio scuro si esibisce in una sorta di danza, sembra quasi impazzito!
È il possente gallo cedrone, e il suo canto amoroso ha attirato una femmina, la quale non sembra affatto disdegnare la sua parata.

Andando a caccia di insetti tra i rami di abete, Cif incontra un uccello color rosso mattone dal becco decisamente singolare, uncinato e incrociato. Proprio per questa sua caratteristica, infatti, si chiama crociere.
Cif lo osserva sbigottito: se ne sta a testa in giù penzolante da una pigna, impegnato ad estrarne i semi nascosti tra le squame. Davvero notevole!

L’aria è colma di brusii, voci e… martelli. Sono i picchi, i falegnami dei boschi. Il loro fitto tambureggiare riecheggia nella foresta, rompendo la quiete. Come il nostro Cif, infatti, anche i picchi amano cibarsi di insetti e larve, che catturano negli anfratti del legno con la loro lingua appiccicosa.

Un robusto picchio nero si è posato sulla superficie di un tronco, sicuro di trovare al suo interno un pasto prelibato. Cif resta stupefatto alla vista della sua lingua, è lunghissima! Ma come fa a starci in bocca?! Interrogandolo, scopre che la tiene avvolta attorno al cranio quando non gli serve. Che trappola formidabile!

Più in là, anche un picchio rosso maggiore si prepara a banchettare. Pensa che, grazie al suo udito finissimo, riesce a percepire i flebili rumori prodotti dalle sue prede mentre rodono il legno. Straordinari questi picchi!
È ormai tempo di cova, e una femmina di tordo bottaccio ha già allestito tra i rami un bel nido fatto di rami e muschio. Al suo interno, deporrà 4-5 uova color turchese.
Poco più giù, due cince more si stanno godendo il tepore estivo parlottando tra loro, in equilibrio su un ramoscello dondolante.

Un altro uccellino pende da un nudo rametto, affaccendato a catturare qualche insettino da gustare. È il regolo e il suo nome significa “piccolo re”: questo uccellino dal sangue blu porta infatti una macchia gialla sul capo, come una corona.

Le cince e i regoli sono molto affezionati alle foreste di conifere, ma al sopraggiungere della cattiva stagione molti di loro preferiscono volare a sud, in luoghi più miti e dove il cibo è più abbondante.
A sentire i loro discorsi, Chiff decide che nemmeno lui vuole saperne di passare l’inverno al gelo.

All’improvviso, appare un vivace e agile scoiattolo dalla coda foltissima, che scende dal fusto di un abete per poi dileguarsi in un lampo e raggiungere, con quattro balzi, un’altra cima, mettendosi così al sicuro nella densa chioma a sgranocchiare qualche pigna.

Lo scoiattolo si sta già attrezzando per affrontare l’inverno: meglio mettere da parte un po’ di semini, non si sa mai!

Il piccolo Cif è un esploratore infaticabile, ma sa bene che in nessun luogo è al sicuro, tantomeno nel bosco di abete.
Si sta facendo tardi e la luce si affievolisce sempre di più per lasciare posto all’oscurità.

Le civette, con i loro grandi occhi gialli e inquietanti, non si lasciano sfuggire nemmeno un movimento. Minuscola ma agguerrita, una civetta nana sembra aver adocchiato un cardellino. Sebbene sia poco più piccolo di lei, non avrebbe grosse difficoltà a catturarlo, agile e robusta com’è.

Chiff, che sta assistendo alla scena al riparo di un grosso ramo d’abete, capisce che è ora di andarsene…

3

Il pascolo e la malga

Il Viaggio di Cif

Un allegro girovagare conduce il nostro piccolo Cif nei pressi di uno dei tanti pascoli dell’Altopiano di Asiago.
Le mucche, dal mantello pezzato o fulvo brucano tranquille al suono dei campanacci, tra il blu intenso delle genziane e il rosso dei gigli, in un vero e proprio giardino alpino.

Dal bosco fanno capolino un paio di caprioli, anche loro attratti dall’erba tenera: in queste distese verdi, ce n’è per tutti!

È una piacevole giornata estiva, una leggera brezza fa oscillare l’erba dolcemente e le farfalle, posate sulle rocce con le ali aperte, fanno il pieno di calore crogiolandosi al sole.

Cif decide di godersi questa atmosfera pacifica posandosi comodamente su un grande sasso bianco – chissà, magari gli capita a tiro qualche piccolo insetto – ma all’improvviso… che colpo!
Una giovane allodola, già di buona mattina, si alza veloce in volo dritta verso il cielo blu, cantando e atterrando poco più in là.
Nascosta nel folto di un ciuffo d’erba più alto degli altri, Cif non l’aveva neanche vista e, meravigliato dal suo strano volo, aspetta di riprendersi osservandola dal suo palco naturale.

Mentre osserva stupito le acrobazie dell’allodola, Cif si accorge che un altro pennuto, dall’alto di un ramo nei pressi della pozza d’acqua, perlustra attentamente con lo sguardo il paesaggio circostante: è l’averla piccola e a Cif viene da pensare che forse stia attendendo il momento opportuno per catturare una buona cavalletta.

Ma meglio non farsi notare troppo... con l’averla nei paraggi non si è mai al sicuro e non sarebbe piacevole finire infilzati in un filo spinato o in una spina di rosa... come accade alle sue prede!
Con quella mascherina nera che le nasconde gli occhi, poi, non ha certo un aspetto rassicurante!

In ogni caso, a Cif un sorso d’acqua non dispiacerebbe affatto e così decide, senza dare troppo nell’occhio, di avvicinarsi alla pozza, dove c’è bel po' di movimento.
Qui vicino alla pozza si sono radunati altri uccelli, tra cui una grossa cornacchia scorbutica che cerca di catturare qualche animaletto acquatico, dalla buffa pancia arancione.

Dieci e più tentativi non sono sufficienti e la cornacchia, che nel frattempo si è sporcata zampe e penne di fango, inizia a gracchiare e a far confusione, sbattendo le ali e lanciando in giro acqua e fango.
Non bastava agli abitanti della pozza dover sopportare un ambiente così fragile e instabile, ci si dovevano mettere pure le cornacchie!

Ma d’altronde, per gli amanti dell’acqua non ci sono molte alternative in Altopiano… le piccole pozze d’alpeggio, create dall’uomo per abbeverare il bestiame, sono gli unici corpi idrici qui.

Niente fiumi o laghi naturali, le acque delle piogge e del disgelo scompaiono nel terreno carsico. Insomma, rane e tritoni si devono accontentare di quel che c’è…
Nel frattempo, la confusione ha richiamato altre due cornacchie e questo desta in tutti un po’ di preoccupazione…

Il codirosso, che ha una famiglia da mantenere e preferisce non farsi vedere in giro dalle cornacchie, canta allarmato, mettendo in agitazione anche lo stiaccino e la ballerina bianca, che si alzano in volo e si spostano qualche metro più in là, lontani dalla pozza e indecisi sul da farsi.
Anche Cif allora decide che è meglio svignarsela, e se ne vola via nei pressi della malga, posandosi sul davanzale di una finestra.

Nella stanza, scorge incuriosito un anziano signore dalla barba bianca che controlla il fuoco scoppiettante sotto ad un grosso pentolone di rame.

In lontananza, ben nascosta nel folto di qualche ramo di abete, la tordela ricorda a Cif che s’è fatto tardi: meglio andare, la pancia è ancora vuota e bisogna cercare qualcosa da mettere sotto il becco.

In volo veloce sopra il pascolo, fa appena in tempo a notare e salutare un Culbianco, fermo sul sasso al centro della radura, per poi sfiorare nuovamente la pozza d’acqua, dove le cornacchie, che adesso sono diventate ben quattro, sono ancora alle prese con la pesca… sfortunata!

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La zona alta

Il Viaggio di Cif

Lasciando dietro di sé la conca centrale, in volo veloce verso nord, il nostro Cif può osservare dall’alto il panorama straordinario delle cime più alte e suggestive di tutto l’Altopiano.
Per arrivarci, dovrà alzarsi fin oltre 2000 metri sul livello del mare, ma per un uccellino forte e arzillo come il nostro Cif, questo è un gioco da ragazzi!

A terra riesce a scorgere i colori dei rododendri e delle soldanelle, e poco più nascoste, tra le rocce, spuntano anche le stelle alpine!
Proprio per andare a vederle da vicino, decide di atterrare su uno sperone roccioso poco lontano, nei pressi di Cima Pòrtule.

Da lì riesce a vedere tutta la catena di vette a nord, dalle cime Manderiolo e Larici al Monte Ortigara, fino alla cintura di monti che delimitano a sud tutta la conca di Asiago.

Attorno a lui, i paesaggi rocciosi e quasi lunari, il vento che soffia tra i larici sparsi qua e là e la temperatura che cambia al comparire e scomparire di una nuvola, lo fanno incuriosire: quale animale può mai decidere di abitare un luogo così poco ospitale?

Nel frattempo, ritrova la piccola stella alpina che aveva avvistato nel suo volo, che se ne sta in una piccola macchia di terra, pochi metri più in basso.
Con un piccolo volo e pochi saltelli si avvicina per osservarla: si accorge allora per la prima volta, come il suo fiore sia rivestito da una soffice e candida peluria, quasi come una coperta per ripararla dal freddo.
Ma sarà vero? Di certo, non si può dire che qui faccia caldo, e una buona coperta, in certe occasioni, può essere proprio quello che ci vuole…

Ma… mentre se ne sta assorto nei suoi pensieri, da dietro una roccia due occhi lo osservano attentamente…
Un ermellino, piccolo e agile, aspetta il momento buono per spiccare un salto e… poco ci manca!

Nello stesso istante, infatti, un chiassoso gracchio, dal volo agile e spensierato proietta la sua ombra sulla roccia: lì per lì, l’ombra veloce che corre sul terreno roccioso, fa trasalire l’ermellino, che credendo di essere attaccato dall’aquila reale in persona, se la dà a gambe. Falso allarme per fortuna!
Cif può tornare a contemplare tranquillamente il paesaggio. Un altro fiore richiama la sua attenzione.

È molto buffo: ha dei lunghi petali violacei e una specie di sacchetto giallo penzolante che… sembra quasi una pantofola! È la Pianella della Madonna, detta anche – non a caso – Scarpetta di Venere, un’orchidea tanto bella quanto rara… il nostro Cif è stato davvero fortunato a trovarla!

Ma… un momento! Qualcosa sembra muoversi dentro la “pantofola”! Una piccola ape è rimasta intrappolata, tentata dal succoso nettare.
Ne uscirà solo dopo essersi imbrattata per bene di polline, favorendo così, senza saperlo, la riproduzione dell’attraente orchidea.

L’uccellino è talmente preso dall’osservazione del fiore che quasi non si accorge del passaggio di una coppia di pernici bianche. Il piumaggio screziato si confonde bene con le rocce di questi luoghi, è una maschera perfetta. Comunque, faranno meglio a cambiare abito con l’arrivo della neve, se non vogliono diventare prede facili…

In quel momento, da un ciuffo d’erba spunta una marmotta, rizzata sulle zampe posteriori.
Qualcosa sembra aver interrotto il suo spuntino… all’improvviso, la marmotta si mette a fischiare ininterrottamente per avvisare le sue compagne: stavolta non si tratta di un innocuo gracchio, è proprio lei, l’aquila reale! Eccola, silenziosa, che sorvola le cime alla ricerca di qualche bel bocconcino da acciuffare con le sue zampe possenti. In un lampo, il gruppetto di marmotte si infila nella tana, al sicuro.

Un uccello così grande e maestoso, Cif non l’aveva mai visto! In fretta e furia, il nostro minuscolo esploratore si nasconde tra i mughi, realizzando ad un tratto che non deve essere facile per gli abitanti di queste zone trovare un riparo adeguato, vista la scarsità di vegetazione…
Qui, tra gli arbusti, il piccolo Cif incontra un simpatico merlo dal collare. Finalmente una faccia amica!

Siamo ormai agli sgoccioli, l’estate sta finendo e il gelo non tarderà a presentarsi. Cif si chiede come farà il merlo ad affrontare l’inverno: andrà forse in letargo anche lui, come la marmotta? Certo che no! Il merlo sta pianificando un lungo viaggio, verso terre più calde e ospitali. Ritornerà nelle sue amate montagne la prossima primavera, con il risveglio della natura.

La cincia bigia alpestre, sentendo questi discorsi, decide di unirsi alla conversazione. Nemmeno lei ha intenzione di congelarsi, meglio andarsene prima che la neve sommerga tutto!

Il giovane Cif si è convinto, anzi, sta già pregustando il nuovo viaggio, chissà quali nuove avventure lo attendono!
Ma bando alle ciance, è ora di prepararsi, è tempo di migrare verso sud!
Arrivederci, caro Altopiano. A presto!

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