
Audioguida
Monte di Malo (VI) e il percorso degli antichi Maronàri
Tre Castagni (Maronari) secolari accompagnano il visitatore con il loro racconto, ricco di storia, natura e tradizioni.
Benvenuto, errante visitatore, nella nostra umile dimora. Siamo dei castagni o maronari, come alle persone del luogo piace chiamarci. Da innumerevoli anni la nostra specie occupa queste terre e quelle di tutta Europa, vegliando sulle vicende del mondo degli uomini, frenetico e caotico.
Noi tre siamo stati piantati nel 1700 circa, da giovani abbiamo vissuto l’epoca delle grandi esplorazioni geografiche, del colonialismo e dello schiavismo, abbiamo potuto godere di letteratura rivoluzionaria, di componimenti musicali che resteranno alla storia, di scoperte tecniche e scientifiche in rapida ascesa. Siamo sopravvissuti a rivoluzioni industriali, guerre mondiali, inverni gelati e malattie terribili che stavano compromettendo la nostra sopravvivenza.
Oggi stiamo qui, silenti e in disparte, ad osservare il turbinio sempre più caotico dei cambiamenti che l’uomo sta apportando al nostro pianeta. Di tanto in tanto, la strada di qualche escursionista lo porta tra di noi, lasciandolo stupito e affascinato dalla nostra dimenticata maestosità. Ma c’è stato un tempo, non troppo remoto, in cui noi e voi vivevamo in armonia e costante relazione. La storia che vogliamo raccontarti tuttavia inizia ben prima.
Il ghiaccio era arrivato da Nord, implacabile nel suo incedere risoluto verso la pianura, divorando sotto la sua coltre bianca tutta la vita animale e vegetale che popolava le valli temperate. Parliamo del periodo dai 20mila ai 13mila anni fa, l’ultima grande glaciazione, che ha visto decimati molti dei nostri fratelli.
Solo chi di noi ha avuto la fortuna di abitare in zone particolarmente miti è riuscito con fatica a sopravvivere a questo periodo, superstiti tanto fortunati quanto risoluti a far tornare la nostra specie rigogliosa, una volta finita la fredda sciagura.
Se vorrai restare con noi, ti racconteremo come abbiamo conosciuto l’uomo e come ne siamo diventati subito amici e fedeli compagni. Nel frattempo, tu incamminati senza fretta e fatti sorprendere dalle meraviglie di questo bosco.
La nostra storia con l’uomo diventa importante con i Romani, popolo industrioso e organizzato, tanto che uno scrittore di nome Plinio, parlò di noi e delle nostre coltivazioni nei Colli Euganei. Gli alberi del pane, ci chiamavate, e dei nostri semi dolci e pieni di energia vi siete nutriti per più di 2000 anni, durante i freddi mesi di ottobre e novembre.
Ricordiamo bene e con molta ilarità le costanti sfide tra i nostri proprietari e gli spigolatori abusivi, che durante il periodo di raccolta cercavano con i trucchi più ingegnosi di portarsi a casa un po’ di castagne, da vendere o da mangiare. Alcuni di loro indossavano braghe alla zuava strette sopra al ginocchio e nelle tasche bucate facevano scivolare dentro il bottino. Altri nascondevano un sacco nelle vicinanze, dove portavano di volta in volta le piccole quantità raccolte, che corse quando il padrone se ne accorgeva, il coltello pronto a lacerare il sacco del ladro e la refurtiva che si spargeva tutta, rotolando sul pendio della montagna.
La stessa vita delle persone, fin dalla più tenera età, si svolgeva a contatto con noi castagni, gli scolari, ad esempio, studiavano su banchi di scuola in legno di castagno ed era nella madia di castagno, una piccola cassapanca quadrata, che le donne impastavano la farina e tenevano il pane a lievitare, prima di metterlo nel forno, spesso alimentato con la nostra legna, per farlo venire più profumato.
Il nostro periodo preferito era Halloween, prima che arrivasse la festa come oggi voi la conoscete, il 31 Ottobre era sempre pervaso da un dolce profumo di castagne che usciva dalle cucine delle contrade. Si preparava “Il piatto dei morti” con castagne, dolci, marroni, fave e lo si lasciava sul tavolo o sui davanzali, come dono per le anime. I ragazzi invece si muovevano per le vie del paese con le suche-baruche, zucche intagliate e illuminate da dentro con un lumino, per spaventare i passanti.
Eh già, erano bei tempi, ma siamo fiduciosi.
Il nostro carattere risoluto non ci abbandona e ancora per molti anni resteremo qui, a raccontare la nostra storia e a donare i nostri preziosi semi a chi passeggia sotto le nostre fronde. Viandante, non ti dimenticare di noi, racconta a tutti di questi boschi e se lo vorrai, porta con te una delle nostre castagne. Ogni volta che la ritroverai, potrai rivivere il ricordo del nostro racconto e le emozioni di questo magico bosco.
Arrivederci, e buon cammino!