
Audioguida
Santorso (VI), il paese dell’acqua
La chiesetta di San Carlo ho origini seicentesche.
È ancora leggibile, anche se deteriorato dal tempo, lo stemma gentilizio delle facciata, forse della famiglia Vitella.
Con qualche difficoltà si riconoscono un giglio, nella parte superiore, e un animale sollevato sulle zampe, nella parte inferiore.
La chiesa fu costruita dal sacerdote Don Bartolamio Vitella e fratelli, nel 1614.
Anche la campana, ancora originale sul suo caratteristico campaniletto, risale al 1619 e ritrae l’immagine del Crocifisso e della Vergine col bambino, oltre ad un vescovo con la mitra sul capo, probabilmente proprio l’immagine di San Carlo, canonizzato solamente quattro anni prima, nel 1610, da Papa Paolo V.
Diversi erano d’altra parte i riferimenti al santo, presenti nei luoghi di culto del paese, sia nella chiesa parrocchiale, che nel santuario di Sant’Orso.
Nel 1630, la famosa peste, che anche a Santorso mieteva le sue vittime, colpì Don Bartolamio Vitella, che venne sepolto proprio nella chiesa che aveva realizzato con le sue mani. A ricordarlo, rimane una lapide sepolcrale nel pavimento della chiesa.