
Audioguida
La mostra Soundiversity, la voce della Biodiversità
Hai mai sentito parlare del grillo del focolare? – No? – Proviamo così.
C’era una volta – “un re” – diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato, c’era una volta un grillo.
Il grillo è un personaggio piuttosto popolare nei racconti. Compare nei modi di dire, in numerose favole e perfino in un racconto di Dickens. E naturalmente ha un ruolo importantissimo in Pinocchio, dove rappresenta la coscienza del burattino. Ma cosa ci fa un grillo in casa?
Un tempo il canto del grillo si udiva anche in cucina e in salotto. Era il grillo del focolare. Questa specie notturna ama il calore e si nutre di resti organici come gli avanzi di cibo, per esempio. Per questo è attirata dagli ambienti in cui vive l’uomo. Una volta era comune trovare il grillo del focolare nei luoghi più caldi della casa, per esempio nei pressi del caminetto. Proprio come il grillo parlante.
Oggi il grillo del focolare è quasi scomparso dalle nostre vite, e non a causa di una martellata da parte di Pinocchio – “chetati grillaccio del malagurio!” – ma, del nostro stile di vita.
Oggi le case sono più pulite, più isolate rispetto all’esterno e le sostanze inquinanti riducono la presenza di questo insetto perfino in campagna. Al suo posto si è diffusa la specie grillomorfa dalmatina, il grillo delle cantine, che preferisce gli ambienti più umidi e che non canta. Un abitante più schivo, che passa inosservato, distante dalla nostra quotidianità.
Così le serate di primavera non ospitano più il canto dei grilli. Com’è diverso il paesaggio sonoro delle nostre giornate rispetto a quello dei nostri bisnonni.