La Grande Guerra

Audioguida

Santorso (VI), il paese dell’acqua

Distanza0 kmDurata0 minDifficoltàFacile

Questi i ricordi di un cittadino di Santorso, tratti dal libro Santorso nella Grande Guerra, di Giorgio Bille:

“Nel maggio del 1916, tutti i terrazzamenti che da S.Carlo si estendevano fino ai confini con Piovene Rocchette, erano occupati dalle tende dei soldati italiani.
Gli alloggiamenti degli ufficiali erano invece dislocati presso le abitazioni civili: la cantine, le stalle, i fienili erano stati requisiti per far spazio ai magazzini militari.
Un mattino all’improvviso arrivò l’ordine di marcia verso la prima linea.

In brevissimo tempo migliaia di soldati incolonnati in un lunghissimo serpente si avviarono verso il centro del paese e appena oltrepassata la piazza girarono a destra, passando per la Grimòla e le Sabbionare raggiunsero il Tretto e attraverso i sentieri arrivarono sul monte Novegno, ultimo baluardo a difesa della travolgente avanzata Austriaca.

Partirono cosi frettolosamente che i magazzini rimasero incustoditi e pieni di ogni cosa.
L’ordine era di difesa ad oltranza, sino alla morte e quindi erano coscienti che quel materiale non sarebbe più servito.

Per molti anni gli armadi, dei residenti di Lesina e S. Carlo, custodirono scarponi, camicie e pantaloni di quei poveri cristi andati a morire tra passo Campedello e il monte Giove. Nella nostra abitazione avevano depositato trombe, tromboni, clarinetti, piatti e tamburelli della banda militare, ma in poco tempo anche quel materiale svani nel nulla.”

Torna in alto