Acqua, carta e mulini

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Santorso (VI), il paese dell’acqua

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L’acqua abbondante del Monte Summano ha regalato a Santorso un’altra storia incredibile, che ci porta al 1474.

In questi anni l’Alto Vicentino poteva contare già su una tradizione sviluppata e conosciuta nella produzione di carta grazie ai corsi d’acqua che scendevano abbondanti dalle Prealpi e che alimentavano le fabbriche dei paesi di Chiuppano, Piovene e Torrebelvicino

É questo, dunque, l’anno in cui il ricco commerciante Enrico da Ca’ Zeno, insieme al figlio Giovanni Maria, fonda la prima stamperia a caratteri mobili del Vicentino, proprio qui, a Santorso, nella Villa Facci – Ca’ Zeno.

Nella stamperia, che fu in attività fino al 1480, lavorarono anche altri due importanti nomi, come Giovanni del Reno e Leonardo Achates da Basilea, probabilmente invitati dall’umanista Ognibene Bonisoli da Lonigo, e che avevano appreso l’arte direttamente da niente di meno che Gutenberg in persona.

Insomma, un nucleo di importanti personaggi di origine tedesca, che qui a Santorso poterono trovare anche numerosi appoggi e collegamenti con le famiglie della stessa origine che vi abitavano già da diverse generazioni.

Il primo libro stampato in territorio vicentino, dunque, sembra essere stato Vite dei Santi Padri dello stesso Achates, nel 1474.

Da Santorso, nello stesso anno, uscì anche il Canzoniere di Petrarca.

Oggi, una lapide commemorativa posta sulla parete nord ricorda l’inizio dell’attività di stampa.

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